Inizio questa comunicazione con una bella notizia per la nostra comunità.
Il prossimo 18 ottobre celebreremo i quarant’anni dalla fondazione del Gruppo Escursionistico “La Rocca”, una realtà che rappresenta una parte importante della storia associativa di Quiliano.
Sarà per me un grande onore partecipare alla cerimonia ufficiale e rivolgere ai soci, ai volontari e a tutte le persone che in questi quarant’anni hanno contribuito alla crescita del Gruppo i miei più sinceri auguri.
In quarant’anni il Gruppo ha promosso escursioni, iniziative culturali e momenti di socialità, contribuendo alla valorizzazione dei nostri paesaggi, dei sentieri e delle tradizioni locali.
A “La Rocca” va quindi il nostro ringraziamento per questi quarant’anni di impegno. Buon anniversario e avanti, insieme, lungo tanti altri sentieri!
Passo ora a un tema molto concreto per tante famiglie: il sostegno al pagamento dell’affitto.
La Giunta comunale ha approvato il bando “Buoni Affitto 2026”, confermando una misura di aiuto per i cittadini di Quiliano che si trovano in condizioni di maggiore difficoltà economica.
Anche quest’anno, non essendo state trasferite risorse né regionali né statali per questa misura, il Comune finanzierà interamente l’intervento con fondi del proprio bilancio.
È una scelta importante, che comporta un impegno economico per l’Amministrazione, ma che riteniamo necessario per dare una risposta concreta alle famiglie più fragili.
Il bando è rivolto ai residenti titolari di un contratto di locazione, con un ISEE valido non superiore a 10.000 euro. Sono previste maggiorazioni della soglia ISEE in presenza di persone con più di 75 anni, minori, persone con invalidità superiore all’80% o con disabilità riconosciuta ai sensi della Legge 104.
Le domande potranno essere presentate dal 20 ottobre al 29 novembre 2026. Tutte le informazioni e la documentazione saranno disponibili sul sito istituzionale del Comune e attraverso le lavagne luminose presenti sul territorio.
Invito chi possiede i requisiti a informarsi e a verificare attentamente le modalità di partecipazione.
Questa misura, tuttavia, ci porta a riflettere su una questione più ampia: il problema della casa.
L’emergenza abitativa è ormai una delle principali questioni sociali del nostro Paese. Non riguarda più soltanto le persone in condizioni di grave fragilità, ma coinvolge anche giovani, lavoratori, studenti e famiglie con redditi medi, che faticano a trovare un’abitazione a prezzi sostenibili.
Affitti elevati, stipendi che non crescono allo stesso ritmo e difficoltà nell’accesso agli alloggi pubblici stanno creando tensioni sempre più forti.
Per questo esprimo forti perplessità sul Piano Casa nazionale, che considero insufficiente rispetto alla dimensione del problema e non adeguatamente sostenuto da risorse nuove e strutturali.
Anche il recupero degli alloggi popolari inutilizzati richiede investimenti continuativi: l’ANCI ha segnalato la presenza, a livello nazionale, di circa 84.000 alloggi vuoti o occupati irregolarmente, che necessitano di interventi.
Lo Stato e le Regioni devono assumersi fino in fondo le proprie responsabilità. I Comuni sono il primo punto di riferimento per i cittadini, ma non possono essere lasciati soli ad affrontare un’emergenza di questa portata.
Arrivo così a un altro tema fondamentale: le risorse a disposizione dei Comuni.
Amministrare oggi significa confrontarsi ogni anno con bilanci sempre più difficili, mentre aumentano i costi del personale, le spese per i servizi e le richieste di sostegno sociale da parte delle famiglie.
Allo stesso tempo, le entrate comunali non crescono abbastanza da consentire di rispondere a tutti questi bisogni. A pesare sono anche i tagli e gli accantonamenti imposti negli anni, oltre ai nuovi compiti che vengono affidati agli enti locali senza adeguate coperture finanziarie.
Il rischio è concreto: avere sempre meno margini per mantenere la qualità dei servizi, sostenere le persone in difficoltà e programmare gli investimenti necessari per il futuro delle nostre comunità.
Come amministratori, continueremo a fare la nostra parte, gestendo le risorse con responsabilità, cercando di contenere le spese e tutelando i servizi essenziali.
Ma chiediamo al Governo di fare altrettanto, garantendo ai Comuni finanziamenti adeguati e risorse certe per svolgere le proprie funzioni.
Non si può chiedere agli enti locali di rispondere a bisogni crescenti senza fornire loro gli strumenti necessari. Difendere i Comuni significa difendere i servizi di prossimità, il welfare, le scuole, la manutenzione del territorio e, in definitiva, la qualità della vita dei cittadini.
C’è infine una riflessione che sento importante condividere.
In un contesto internazionale segnato da guerre sempre più numerose, dal riarmo e da gravi violazioni del diritto internazionale, la pace non può essere considerata un valore astratto o scontato.
Preoccupa che risorse immense vengano destinate agli armamenti mentre, in Italia e in Europa, abbiamo bisogno di investire maggiormente nelle persone, nella sanità, nell’istruzione, nella casa e nella coesione sociale.
Per questo chiediamo al Governo e al Parlamento di rafforzare gli investimenti a favore dei Comuni e delle Province, garantendo risorse e personale adeguati.
Perché la sicurezza delle nostre comunità non si costruisce soltanto con la difesa, ma anche con i servizi, con le opportunità, con la solidarietà e con la capacità di non lasciare indietro nessuno.
Questa è la responsabilità che ci assumiamo ogni giorno come amministratori: prenderci cura della nostra comunità, con attenzione ai bisogni concreti delle persone e con lo sguardo rivolto al futuro.
Prima di salutarvi ricordo ancora che venerdì 23 alle ore 21 al Teatro di Valleggia parte il primo festival PROG ROCK d’autunno, “L’ombra della sera rilettura dark e sinfonica degli sceneggiati RAI degli anni Sessanta. Un appuntamento da non perdere. Per informazioni telefonare al 3281247136′
Un caro saluto a tutte e a tutti e buon fine settimana.